venerdì 28 marzo 2014

E lo chiamano Colosseo


E' il più grande anfiteatro del mondo, un vero colosso dell'architettura antica. Ma non è questo il motivo per cui chiamiamo "Colosseo" l'Anfiteatro Flavio.
Il monumento per eccellenza, simbolo della civiltà classica e sineddoche dell'archeologia italiana per i turisti di tutto il mondo, prende il suo reale nome dagli imperatori della gens Flavia (Vespasiano, Tito e Domiziano), che regnavano nel periodo in cui il teatro fu costruito (circa nel 70 d.C.).

L'Anfiteatro Flavio iniziò ad essere chiamato "Colosseo" perché sorgeva accanto al Colosso di Nerone, una enorme statua raffigurante l'ultimo imperatore della dinastia giulio-claudia. Di questa statua di bronzo, alta più di 30 metri, oggi non resta alcuna traccia, tranne il basamento sul quale poggiava, segnalato da una piccola targa. 
La statua non ebbe mai vita facile: Vespasiano la fece modificare, perché di Nerone non si doveva conservare memoria, e la rese una statua dedicata al dio Sole. 
Quando Adriano ordinò la costruzione del tempio di Venere e Roma (circa nel 120 d.C.) nel punto dov'era l'entrata principale della Domus Aurea, il Colosso venne spostato nella piazza, che ai tempi di Nerone era occupata dal lago della sua villa.

Dal III secolo, del Colosso non si hanno più notizie, come se fosse stato vittima di quella damnatio memoriae cui era stato condannato l'imperatore. Eppure, come per una sorta di legge del contrappasso, duemila anni dopo vive ancora nel nome del monumento più famoso del mondo.